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mercoledì, 07 maggio 2008
Il 28 aprile qui c'era il sole. L'aria sembrava persino profumata.
Pulcetta era con suo papà al parco. A giocare con la sabbia e i sassi.
Io sono tornata dal lavoro e li ho visti da lontano. I due innamorati persi.
Io mi sono sentita felice, il vederli insieme mi dà gioia.
E a volte provo una vertigine di paura. Come se temessi che questa pace un giorno mi venisse rubata.
Io e Love, dopo un po' di discorsi melliflui su quanto è meravigliosa la creatura, sulle sue prodezze, le sue risate, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso che saremo partiti.
Raccolti i nostri stracci ci saremo diretti in Provenza. A trovare la nanny di Pulcetta.
Alle 21 eravamo diretti verso il confine.
Siamo tornati il 4 maggio.
Dopo 6 giorni di corse, di rotolamenti sull'erba, di scorpacciate di madaleine fino a scoppiare, di latte crudo e di dormite.
Abbiamo fatto il bagno in mare. Pulcetta ha riso come una matta. Ha imparato nuove parole, ha giocato con i suoi simili francesi, parlando con loro la lingua universale degli occhi. Peccato che poi crescendo si dimentichi che con gli occhi si possono dire tante cose, chiedere rastrelli, prestare secchielli, organizzarsi per un nascondino.
Io ho avvertito più volte la sensazione di essere in un quadro impressionista. Dove l'armonia dei colori era la stessa che era dipinta sui nostri visi.
Ho capito che questa vacanza mi ha regalato nuovi spunti di riflessione. Nuovi progetti e nuove sensazioni.
E ho pensato alla mia Stella Polare, che mi ha insegnato a nuotare, sorreggendomi con le sue grandi mani.
A quando anch'io andavo al mare coi miei genitori ed ero piccola. E con mio papà costruivo fortezze con ponti levatoi e fossati profondi. E con mia mamma andavo "al largo" in mare e nuotavo come una ranetta, senza avere paura, perché ero con la mamma e se c'era lei nessun pericolo poteva essere in agguato.
E li vedevo come onnipotenti.
Ora invece, diventata grande, vedo i miei genitori con occhi diversi. Con i loro limiti, i loro difetti. Le loro debolezze. E volte vorrei ritornare indietro e sapere che invece loro hanno i super poteri. E ho pensato all'ultima strofa dei una canzone di Guccini che amo molto:
...Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio
nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "

E ho capito che loro hanno fatto del loro meglio e io non posso che seguire il loro esempio.  
Ma ho bisogno della saggezza del Ragno con gli Occhiali, delle favole della Nonnuta e dei baci della Pietrapreziosa. Chissà che mi aiutino.
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martedì, 15 aprile 2008
DSC02080Pulcetta compie 16 mesi
Oggi tutti parlano delle elezioni.
Di là, stiamo affrontando tanti discorsi.
Sconfitte, vittorie, smusate, rivalse.
Ma io qui oggi voglio parlare di te, dei tuoi 16 mesi, delle tue conquiste, dei tuoi sorrisi e dei tuoi capricci.
Del fatto che quando la strada si fa dura, il lavoro mi annoia, le tensioni mi spezzano, io penso a te.
Alle tue guance fresche, alle tue mani paffute, ai tuoi piedi grassocci. Alle tue corse dietro la palla. Alle tue ardite opere architettoniche, costruite con scatoloni, coperte e peluche.
Al tuo sguardo la mattina con cui mi accogli quando ti svegli, alle tue braccia alzate, che vogliono dire "prendimi" con quel linguaggio universale che hanno tutti i bambini, di tutte le etnie, di tutti i continenti.
Al tuo appoggiare la testa sulla mia spalla. Al tuo stringerti forte attorno al mio collo. Come se tu stessi annegando e io ti avessi salvata.
Al tuo indicarmi lo spiraglio di luce che appare più in là, dalla porta della cucina. E il tuo indice che dice "papà". Con un suono pieno e felice. Come se tu ti compiacessi di aver capito che oltre la porta c'è quello che, per ora, è l'uomo della tua vita. Colui che tu adori, che ti fa ridere, da cui ti fai fare di tutto. E non solo le pernacchie sulla pancia. Anche la manicure e la pedicure. Operazioni che io nemmeno posso sognarmi.
Parli poco, ma ti fai capire benissimo.
A causa del frullatore linguistico in cui vivi, dici michhh al posto di latte.
Bye bye al posto di ciao, mecci al posto di grazie. Ma ci lavoreremo e ognuno perdura a parlarti nella sua lingua. Devi avere pazienza.
Sei diventata grande.
Io mi compiaccio di te. Mi beo della tua simpatia, della tua indipendenza, del tuo essere come una formichina. Sempre in movimento, sempre attiva. Mai doma, mai stanca. Anche se a volte vorrei spegnerti. Dopo che hai rovesciato per la 15° volta i cassetti del salone, hai frugato negli armadi, hai strappato le pagine dei libri...
Ormai mangi quasi di tutto, anche se sei un po' lunatica. Ci sono giorni in cui divori la pastasciutta, altri in cui la sputi come se fosse fiele. La carne e il pesce invece li mangeresti sempre. Quando hai fame, vai in cucina e ti siedi vicino al frigorifero e dici "pappa ahm".
Ti mangerei di baci.
La notte non sempre dormi, a volte ti svegli urlando, impaurita come se avessi visto qualcosa di terribilmente brutto e doloroso. Fatichiamo a consolarti, ma poi cedi e ti addormenti sul nostro petto. Pacifica e rilassata.
Altre volte, invece, di notte mi chiami e appena vengo nella tua camera, ti trovo in piedi sul lettino e mi saluti. Ti faccio una carezza sui capelli e già sei distesa, per dormire. Vuoi vedere se ci sono. La lontananza di giorno pesa ad entrambe e quindi vuoi controllare se anche di notte non ci sono.
Mi dispiace non poterti dare un fratellino o una sorellina. Perché so che sarebbe bello farvi crescere insieme, vedervi la sera chiacchierare mentre siete a letto. Dissimulare, io e il Love, le risate, quando complici tu e l'altro barattereste un'uscita fino a tardi.
Ma forse Dio ci vede già incasinati così, e quindi preferisce soprassedere.
Faremo di tutto per non farti crescere egoista, per farti sempre stare con altri bimbi.
Come ti dico sempre, mi auguro tu sia cittadina del mondo, coraggiosa sempre, giusta e piena di valore. Perché queste qualità ti porteranno al cuore delle persone. La meta più importante da raggiungere.
Tu sei quel pezzo di cerchio che va a completare la mia vita.
Come quel quadro che hai ricevuto per la tua festa.
Che io avevo visto nella hall del teatro Malibran e che il nonno ha comperato. Sai, tu stavedi per il tuo papà, ma io anche adoro il mio! Che cerca di accontentarmi sempre! Che ha accettato cose di me che non condivideva. Trasformando le sue idee fino ad assecondare i mie desideri.
Ora quel quadro meraviglioso, che raffigura un cerchio colorato, lo abbiamo appeso in salotto. E io ogni sera te lo faccio vedere, prima della nanna. E ti racconto cosa significa. Per noi. Perché poi magari il pittore, quando lo ha dipinto, pensava tutt'altro!
Buon compimese, my pride and joy.
Mamma

My darling child
My darling baby
My darling child
You gave life to me
My darling child
My darling baby
My darling child
You came and saved me
My darling child
My darling baby
My darling child
God gave you to me
Me little ninja
My little dancer
Me little streetfighter
Me little chancer
Me lovely boy
Me lovely babby
My pride and joy
Me little puppy
Me little wolf
Me little lamby
My favourite boy
My angel babby

Me little ninja
Me little dancer
Me little streetfighter
Me little chancer
Me love me boy
Me love me babby
My pride and joy
Me little puppy

[My Darling Child, Sinead O'Connor, Universal Mother]
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giovedì, 03 aprile 2008

Frammenti di vita

Abbiamo scoperto che un antistaminico in gocce ha una confezione molto simile ad un calmante della tosse per adulti.

Abbiamo capito che dormire tre ore per notte può fare grossi danni, tra cui quello di dare ad una lattante di 15 mesi e mezzo 4 gocce di antitutussivo anziché 4 gocce di antistaminico.

In assenza di tosse e presenza di prurito.

Abbiamo testato pronto soccorso e reparto di pediatria dell’ospedale infantile. Un misto di efficienza e disorganizzazione. Ma per fortuna l’efficienza è stata nell’accuratezza della diagnosi e della prognosi, mentre la disorganizzazione è stata di tipo logistico, quindi niente di irreparabile.

La grande città, quindi, ci regala un alto contenuto di pm10, ma un ospedale pediatrico eccellente come pochi in Italia.

Abbiamo capito, se ce ne fosse stato bisogno, che siamo fortunati.

Che Pulcetta era l’unica bambina “sana”, in mezzo a bimbi molto malati e mamme piene di coraggio.

Che ha una fibra forte e che è così piena di vita, che nemmeno un calmante la può smorzare.

Che i letti dell’ospedale sono scomodi, quelli per le mamme sono peggio delle brandine (ma almeno la mamma può stare col proprio bambino senza problemi) e quelli per i bimbi sono di metallo e quindi per chi, come Pulcetta, è abituata a dormire avvolta dai paracolpi e dai cuscini, è un continuo svegliarsi.

Ma anche in questo caso abbiamo trovato il lato positivo: era da secoli che io e Pulcetta non dormivamo insieme ed era bello, pur essendo io stremata, guardarla mentre dormiva, coi pugnetti stretti e il labbro superiore dischiuso.

Peccato che con il monitoraggio al piedino si svegliasse ogni mezz’ora e mi chiamasse per farmi vedere questo strano tubino appeso sul suo piede o la bimba che dormiva accanto al lei (e che non si è mai svegliata per 10 ore!).

Il Love è venuto a trovarci la mattina, portando body profumati per Emma e la colazione per me (le mamme non hanno diritto alla colazione!).

Era tenero vedere quanto Pulcetta gli sorrideva appena  scorgeva il suo papà oltre la porta.

Ho capito quanto sono fortunata ad avere il Love accanto.

E una Pulcetta super attiva che per fortuna non ha nemmeno capito cosa le sia successo.

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mercoledì, 02 aprile 2008

Se quello che stai per leggere è anche il tuo pensiero, copia e incolla il testo qui sotto sul tuo blog/sito. Per maggiori informazioni vai sul blog di Blogaction.

Ai partiti politici, ai politici italiani, agli organi di informazione, alla cittadinanza tutta

Questa lettera nasce da uno sforzo collettivo di cittadini italiani della Rete, che si sono confrontati in maniera concreta e proficua usando i mezzi offerti dal social network e partendo da un approccio comune e condiviso, al di là dell’appartenenza politica di ciascuno, per agire attivamente nell’attuale contesto politico e socioculturale.Vogliamo richiamare l’attenzione di chi ci governa, degli organi d’informazione e delle istituzioni verso quelli che dovrebbero essere i principali obiettivi di una politica civile, etica e basata sul bene comune.

La tutela dei valori costituzionali del nostro Paese: laicità dello Stato; diritto al lavoro e alla sicurezza sul lavoro; diritto di scelta per la propria salute e tutela della stessa, per tutti; informazione libera, pluralista e basata sulle interazioni.
L’adempimento del mandato elettorale per il quale si viene eletti e del quale i cittadini elettori sono costantemente giudici. Tale adempimento dovrebbe rappresentare una condizione minima, senza la quale “fare politica” diventa semplicemente un modo per raggiungere obiettivi personali e di potere.
La risoluzione di emergenze sociali, tra cui (ne citiamo solo alcune): impatto ambientale dei rifiuti; sistema della Sanità; aiuti alle famiglie e tutela della maternità, attraverso sussidi e asili nido in numero sufficiente; sistema dell’Istruzione e della scuola e scollamento tra questo e il mondo del lavoro; precarietà diffusa e formalizzazione del salario minimo legale.
L’attuazione di riforme politiche non più procrastinabili, quali: l’immediata risoluzione del conflitto d’interessi; una seria riforma del sistema elettorale che impedisca le nomine dall’alto dei parlamentari attraverso l’indicazione della propria preferenza sulla scheda; la decisione sulla non eleggibilità di cittadini, se condannati in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

Crediamo che fare politica, nel senso etimologico e più nobile del termine, comporti soprattutto fornire un esempio etico, culturale e di serietà ai cittadini che si governano, e che costituisca un ruolo da non sperperare in inutili e volgari liti, dichiarazioni razziste, aggressioni fisiche; questi comportamenti impoveriscono tutti, sia in un contesto interno alla nazione, sia rispetto all’immagine che essa deve offrire al resto del mondo.

Dal momento che Voi siete chiamati a rappresentarci, dovreste porvi come portavoce di coloro che vivono la realtà quotidiana e trasmettono le sue problematiche concrete.

Pretendiamo che la politica torni a essere un servizio alla collettività e che nel fare questo rispetti alcuni precisi standard di correttezza, buona educazione civica, coerenza e chiarezza.

Noi non siamo solo numeri.
Non vogliamo assistere impotenti alla banalizzazione delle parole che non si trasformano in fatti coerenti e responsabili.
Noi siamo quelli che votano. Quelli che scelgono. Quelli che criticano. Quelli che domandano. Quelli che giudicano.

Noi siamo coloro a cui dovete rispondere del Vostro operato, ogni giorno, in qualsiasi momento.
Attueremo un controllo serrato sulle azioni della prossima legislatura e daremo ampio risalto sui nostri blog di ciò che di buono e di cattivo verrà fatto.

Siamo in grado di criticare l’informazione, di valutare l’attuazione del programma elettorale, di giudicare sui fatti e non sulle promesse e sulle favole.

 

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lunedì, 17 marzo 2008
Nell’ultimo mese siamo state colpite dall’influenza che colpisce l’intestino e poi da quella che boicotta le vie respiratorie.
Sono stata in mutua per la prima volta da quando lavoro.
Ha ragione chi mi diceva che quando si hanno bimbi piccoli ci si ammala più spesso.
A parte i primi due giorni in cui temevo di morire disidratata, poi mi è piaciuto stare a casa con Pulcetta.
Ci siamo fatte le coccole e abbiamo giocato tanto.
Il giovedì mi è dispiaciuto tornare al lavoro.
Il Love è a Singapore da 10 giorni. E’ dura stare lontani e soprattutto non avere qualcuno con cui cenare la sera e fare le chiacchiere “adulte”.
Ma la vita è così.
Pulcetta da 15 giorni a questa parte ha ripreso a svegliarsi di notte.
Per mangiare.
Ora la allatto solo la sera. Non si svegliava più di notte da 2 mesi.
Ora, invece, si sveglia. Per la fame. Vuole il biberon di latte. Lo divora in 5 minuti e poi si riaddormenta.
Peccato che io non sempre riesca ad essere veloce come lei nel riaddormentamento.
E mi metto a leggere.
Ma passerà, anche questa fame atavica. In fin dei conti di giorno è sempre in movimento, costruisce, distrugge, corre, salta. Consuma energie. E non essendo robusta, finisce le scorte.
E' dolcissima, mi abbraccia e mi accarezza, ha una passione smisurata per i peluches.
E sta diventando grande.
Ormai è indipendente. E io provo un misto di orgoglio e malinconia.
Ma per fortuna prevale l'orgoglio di vederla crescere, diventare grande, essere altra da me.
Vola, cucciola mia.
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lunedì, 18 febbraio 2008

Mercoledì siamo partiti per Parigi.

Il Love doveva andare ad una conferenza e noi ne abbiamo approfittato per fargli compagnia.

Pulcetta questa volta ha camminato il lungo e in largo per l’aereo, ha ispezionato la cabina di pilotaggio, si è seduta coi piloti e ha, credo, immaginato di pilotare.

Averla è meraviglioso. Sì, sono di parte, per me è l’unica bambina possibile e quindi tutto di lei mi sembra incantevole, ma certo è una bimba simpatica, che se è con i suoi genitori è tranquilla in qualsiasi posto si trovi.

Parigi ci ha regalato giornate gelide, ma meravigliose. Ci siamo riposati e abbiamo parlato a lungo. Seduti su una panchina, anzi, sulla stessa panchina, in cui ci siamo seduti per la prima volta nel luglio del 1998. In quella panchina, che per fortuna nessuno ha toccato, ci siamo seduti altre volte, noi due, a mano. Poi nell’agosto del 2006 ci siamo seduti io, il Love e la pancia.

L’anno scorso Pulcetta era accanto a noi, sul passeggino, mentre mangiavamo la crepe. Questa volta eravamo in tre. E abbiamo guardato insieme i raggi del sole che si riflettevano sulla Senna. Con Pulcetta che in mezzo a noi rideva e batteva le mani.

Ieri sera siano ritornati a casa.

Pulcetta ha esplorato la sua stanza, si è accoccolata sulla nostra poltrona e ha iniziato a fare dei versetti come un criceto.

Aveva voglia di rivedere la sua tana.

E stanotte ha dormito profondamente, nel suo lettino.

Grazie amore mio per averci permesso di condividere con te anche questa esperienza.

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mercoledì, 06 febbraio 2008

Grazie per i vostri abbracci, siete molto cari.

Purtroppo un velo di tristezza avvolge la mia vita, ma tengo duro, per me e per chi mi è accanto.

L’ingratitudine è un sentimento che mi disturba e io oggi posso essere grata alla vita, che mi ha dato una famiglia che mi ama e tanti motivi per essere gioiosa.

E poi non mi arrendo.

Pulcetta ormai corre spedita, cade e si rialza con estrema disinvoltura.

Il Love deve andare via per un po’, forse noi andremo con lui. Bisogna un po’ vedere.

Io sto cercando un lavoro, quello attuale mi sta stretto. Troppi conflitti e troppe tensioni. Non mi fanno bene e non fanno bene a chi mi sta vicino.

Sabato siamo andati in montagna. Pulcetta ha mangiato la neve. Credo le sia piaciuta.

La sua faccia felice mi regala ogni giorno tenerezza e amore.

Devo riuscire a lasciare alle spalle i problemi e guardare avanti. Ho molti motivi per farlo.

A volte quando mi prendo cura di Pulcetta penso all’amore che provo per lei, a come vorrei proteggerla, farla sentire amata, sicura. E penso ai bambini maltrattati, violati, oltraggiati. A come lo stesso sorridono ai loro carnefici, alla loro capacità di amare i genitori violenti, cattivi. E mi viene da piangere. Perché penso alla delicatezza di queste creature e alla malvagità degli adulti. E’ un pensiero che non mi abbandona. Avevo bisogno di condividerlo con voi.

Un abbraccio…

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martedì, 22 gennaio 2008

Grazie a voi che siete passati di qui.

Io non sto bene, sono al lavoro, ma purtroppo ho dei valori del sangue sballati, che mi fanno avere molti capogiri. Tra i vari asterischi, ho la glicemia bassissima e non si sa perchè. Questi problemi mi hanno un po' demoralizzato, non tanto perchè mi sento sempre stanca, ma anche perchè mi hanno detto che mi devono fare escludere una possibile gravidanza. Il mio corpo è in salvataggio energetico, quindi non è fertile. Noi abbiamo già deciso di adottare un bimbo, ma è sempre dura sapere che sei sterile. Non è detto passi.

Pulcetta invece non ha nessuna allergia, ma continua a scarnificarsi. Forse è un tic nervoso, a detta dello specialista. Ma a me non convince.
Ora le poppate sono diventate due, mattina e sera. La tetta è ancora la sua pappa preferita.
Lo so che è grande, ma è la nostra coccola personale, a cui entrambe teniamo molto. E poi sarà lei a decidere quando non voler più la tettina. E poi è così bello ed economico!

Per fortuna il Love è a casa in questo periodo, così le sere siamo sempre in tre.
Oggi è il nostro mesiversario. Uno dei tre che festeggiamo.


Il 2008 però è iniziato sottotono. Chissà migliori.

Un abbraccio a voi tutti,
Lillibeth

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giovedì, 10 gennaio 2008
Mi dispiace non avere più aggiornato questo angolo della mia vita, ma è un periodo difficile.
Pulcetta è sempre più vivace e fantastica, ma ultimamente non sta molto bene, deve avere qualche allergia e quindi ha degli sfoghi cutanei che la rendono molto infastidita.
Io ho dei problemi di salute oltre che di lavoro. E mi auguro che quanto prima si risolvano. O almeno si attenuino.

DSC01935
Abbiamo trascorso delle fantastiche vacanze noi tre, come non accadeva da tempo. Il giorno di Natale la gioia negli occhi di Pulcetta è stata indescrivibile.
Non ha ricevuto molti regali, perchè così noi abbiamo preferito. I nostri amici e parenti hanno fatto un bonifico, molto generoso, ad un'associazione che si occupa di adozione a distanza. Pulcetta ha quindi quattro fratellini virtuali che vivono in Brasile. Chissà che possa avere anche un fratellino o una sorellina reale, magari con la pelle color cioccolato.
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sabato, 15 dicembre 2007

15 Dicembre 2007, un anno dopo…


Eccomi qui, a scriverti una lettera, una delle tante che ti scrivo, per imprimere i miei pensieri su un foglio. A volte è un quaderno, altre una cartolina, altre un blog. Il tuo angolo digitale. Non so da dove iniziare. Se penso a quando abbiamo iniziato a pensarti, penso al 15 gennaio del 2006. Eravamo sulle Dolomiti a fare la settimana bianca. Io e il Love. Per distrarci dai problemi miei, di salute soprattutto, ci eravamo presi una pausa dal mondo. I primi giorni di gennaio erano stati terribili. Non voglio pensarci. Poi il 13 gennaio la svolta. Falso allarme. Sto meglio. Posso pensare al domani. E quindi siamo partiti per la montagna. La nostra passione. Abbiamo sciato 7 giorni su 7. Come pazzi. Apertura chiusura impianti. Alle 21 eravamo a letto. Io dico al Love che sì, lo amo, con lui sto bene, ci divertiamo, viaggiamo tanto, ma sento il desiderio di fare la cosa più creativa che un uomo e una donna possano fare. Ho il desiderio di diventare Mamma. E di vedere il Love Papà. Il Love era nel bagno della camera d’albergo. Si stava facendo la barba. Si è bloccato e mi ha guardato. Senza dire una parola. Più tardi capisco il suo silenzio. E’ un po’ spaventato. Non si sente pronto a pensare di diventare papà. E iniziamo a discutere del fatto che sì, sarebbe bellissimo, ma poi come si fa a cambiare casa ogni anno, a fare chilometri su chilometri in giro per il mondo. Come si fa a essere una famiglia attraverso gli oceani, i continenti. No, se hai un figlio ti devi fermare, almeno per un po’.
Io ho conosciuto il Love ad una festa di laurea. Io ero a quella festa perché uno dei due festeggiati era il mio quasi fidanzato. L’altra festeggiata era la migliore amica del Love. Quella sera però è cambiato il nostro destino. Io da ammalia api come sono, ho iniziato a parlare di me. Dei miei libri, dei miei viaggi. Il Love mi ha ascoltato. Tre ore credo. Senza parlare. Poi io l’ho incalzato. Volevo sapere tutto di lui. E lui mi ha detto che gli ricordavo il Piccolo Principe. Non ti scrivo perché tuo papà mi ha detto così. Lo sai bene, lo vedi ogni giorno, quando ti svegli. Beh, anche a gennaio del 2006 io mi sono comportata come il Piccolo Principe. Ho rifatto la stessa domanda fino a che non ho avuto la risposta che volevo. Te. Sei stata concepita il 22 marzo 2006. E sai bene che non è un caso che tu sia arrivata tra noi quella notte. Abbiamo scoperto di averti il 14 aprile 2006. Un venerdì. All’inizio eravamo spaventati, poi ci siamo appassionati a te, alle tue evoluzioni. Al tuo mondo sommerso dentro la pancia. Non mi sono mai sentita bella come quando avevo te in pancia. Mi sentivo la donna più felice della terra. Sensuale, rotonda, come un’opera d’arte. In realtà ero bella come sono belle tutte le donne col pancione. Ero agile e scattante, piena di energie fino all’ultimo giorno in cui ti ho avuto dentro di me. Non mi sono mai fermata. Tu mi davi forza. Come fai tutt’ora. Poi la notte del 13 dicembre ho capito che sarebbe stata l’ultima notte in cui avrei dormito sul divano, col Love appoggiato sulle mie cosce. Non so dire perché, ma era una sensazione chiara. Alle 3 mi sono svegliata, alle 5 ho iniziato a perdere le acque. Alle 7 ero già ricoverata. Poi passano le ore più lunghe della mia vita, le paure si fanno forti, la serenità mi abbandona. Poi di nuovo ritorno in me, alle 6 del 15 dicembre inizia il mio travaglio, il nostro travaglio. Siamo pronti. Nasci alle 9 del 15 dicembre, come sai questo giorno è un giorno importante per noi. E tu non lo hai scelto a caso. Il Ragno con gli occhiali deve averti spiegato la strada. E mi auguro continui a indicartela, qualora la smarrissi.
Il primo mese è difficile, io sono maldestra e tu non cresci. Poi aiutata da tutto l’amore che mi circonda ritrovo la serenità. E tu inizi a crescere un po’. O almeno io inizio a credere in me. E di conseguenza tu sei più tranquilla. Sembri una pinguina. Hai le mani semprein movimento. Il mio odore ti calma. La tetta ancora di più.
A due mesi inizi a fissarmi, riconosci il mio viso, la mia voce. Mi sento per la prima volta indispensabile. Come se avessi fatto un miracolo. Ed è così. Tu sei il miracolo della vita che si ripete.
A tre mesi sorridi.Le tue gengive rosee si intravedono dalla tua bocca. Sei tenera. Hai le fossette sulle guance, come me. Mi piace abbracciarti e tenerti sul mio petto. Mi fai sentire unica. E conosco cos’è la felicità duratura.
A quattro mesi scopri i tuoi piedi e quindi inizi a fare la contorsionista per toglierti calzini e ghette: sei perseverante. E la tua pelle morbida è come la seta. Fai dei versetti dolcissimi. Ti addormenti al seno e mi stringi forte quando ti tengo in braccio.
A cinque mesi fai il tuo primo bagno in mare. E ridi. Ridi sempre, sei felice. Ormai hai capito che sei staccata da me, che esisti come persona e sai come conquistare chi hai vicino per farti prendere in braccio.
A sei mesi assaggi per la prima volta qualcosa di diverso dal mio latte. La mela,la pera e la banana. Ti piacciono tutte e tre e la merenda diventa un’occasione gioiosa di gioco.
A sette mesi mangi la tua prima pappa. Che bello vederti impiastricciata di verdura.Sei tenera e buffa.Mi innamoro sempre più di te. E tu ricambi con sorrisi e versetti. Mi fai capire che sì, stai bene con tutti. Ma io sono la tua mamma e nei momenti difficili vuoi sentire il mio odore per calmarti.
A otto mesi stai in piedi nel lettino. Ti sporgi per farti prendere in braccio, sei una bimba vivace e allegra. Con un carattere niente male.
A nove mesi ci separiamo. Ritorno al lavoro e tu non gradisci affatto. Sì, sei buona e cara in mia assenza, ma sia io che te stiamo sospese, come in apnea. E quando i nostri occhi si incrociano, ricominciamo a respirare. Le serate insieme acquistano un nuovo sapore. Sei il nostro spettacolo vivente.
A dieci mesi inizi a gattonare spedita. Sei una scheggia per la casa. Non ci sono angoli inesplorati dai tuoi occhietti. Tocchi tutto. E cerchi di capire come funzionano prese elettriche e tutte quelle cose pericolose che ci sono per la casa.
A undici mesi dici alcune parole,come mamma, dadda, tata. Mi chiami tata. Continuamente. Mi vuoi rendere partecipe delle tue scoperte. L’acqua della doccia, il dentifricio, i cassetti dei mobili. Tutto quello che è alla tua portata è un gioco. Sei tremendina.Ma simpatica.
E oggi compi 12 mesi. Un anno.
L’anno più intenso della mia vita.
Ti amo da sempre. Ma ogni giorno mi sembra di amarti di più.
Grazie di essere venuta qui, da noi, ad allietarci la vita.
Mamma

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